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Quanti ci avevano già allertati con le loro profezie sul coronavirus?

Le Profezie sul Coronavirus: quante avevano già previsto il Covid-19?

Nel pieno di un’epidemia mondiale in cui il Coronavirus miete milioni di vittime, emergono profezie che avrebbero già previsto la pandemia.

Parliamo di profezie sul Coronavirus, meglio conosciuto come Covid-19, che avrebbero già previsto la pandemia prima che questa piaga potesse mietere milioni di vittime nel mondo.

Nel pieno dell’epidemia, non era difficile scatenare una “corsa” alla ricerca di chi per primo avesse predetto la pandemia. Adesso ci si interroga su ciò che si sarebbe potuto fare per prevenire gli effetti devastanti del coronavirus, se avessimo saputo prima cosa sarebbe successo.

In effetti sembrano esserci studiosi, veggenti e medium che avevano previsto l’epidemia di coronavirus: ci riferiamo alle profezie di Nostradamus, Quammen, Sylvia Browne, Kunstler, Pollard, Bill Gates.

Pura casualità o le profezie sulla pandemia erano delle reali previsioni da seguire? Quanto di vero c’è su quello che hanno predetto prima del coronavirus tutti questi personaggi?

A quanto pare era già tutto scritto sul Covid-19, la cronaca di una catastrafe epidemica mondiale era già stata raccontata e descritta.

Vediamo quali sono le profezie sul coronavirus attualmente più conosciute e discusse. Cerchiamo di capire quanto verosimili sono state le previsioni e quanto avrebbero potuto essere fondamentali per combattere e contrastare il coronavirus oggi.

Le Profezie sul Coronavirus note fino ad oggi

Le previsioni sul coronavirus e i suoi effetti sembrano partire da lontano con le Sacre Scritture, Nostradamus fino ad arrivare alla storia più recente con Quammen e Bill Gates.

Diamo uno sguardo a tutte le profezie e le previsioni sul coronavirus la cui attenzione è emersa solo dopo la veloce e massiccia diffusione dell’epidemia.

La Profezia di Quammen sul Coronavirus

Lo studioso aveva previsto con anni di anticipo una pandemia da coronavirus nel suo libro del 2012 “Spillover. L’evoluzione delle pandemie”.

In “Spillover”, Quammen, autore del “profetico” libro, diceva che una delle più grandi minacce per gli esseri umani nel prossimo futuro avrebbe potuto essere proprio un coronavirus che avrebbe effettuato un “salto di specie” e che si sarebbe potuto diffondere da un wet market in Cina.

David Quammen.

David Quammen mette insieme una storia letteraria delle grandi epidemie, e insieme ci spiega perché saranno sempre di più: parla (siamo nel 2012, tenete a mente) della prossima pandemia globale e si chiede se verrà fuori da un mercato cittadino della Cina meridionale, spiegando puntualmente che questi virus sono l’inevitabile risposta della natura all’assalto dell’uomo agli ecosistemi e all’ambiente.

Ma Quammen non si è mai definito un veggente o un profeta. Nelle sue interviste successive alla manifestazione della pandemia, sul coronavirus diceva:

“Non ero un veggente, non ero un profeta, ma seguivo attentamente una cerchia limitata di esperti che indagavano sulle malattie, e gli scienziati dicevano proprio queste cose. In ambito scientifico si sapeva che sarebbe arrivata una pandemia, che sarebbe stata causata da un nuovo virus proveniente da un animale selvatico”.

La Profezia di Kunstler sul nuovo virus influenzale

James Howard Kunstler, scrittore e firma del New York Times, ha davvero anticipato i rischi di un nuovo virus influenzale generato in Asia? Sembrerebbe proprio di si!

Nel suo libro “il Collasso” (2005), Kunstler, è tra quelli che avevano messo in guardia governi ed opinione pubblica sui rischi di una nuova influenza come la Spagnola nel 1918.

James Howard Kunstler.

Kunstler afferma che: “…per diffondere il contagio il virus ha bisogno di popolazioni cosmopolite e si sviluppa tra le persone che entrano maggiormente a contatto con polli, anatre, maiali e uccelli”. Soprattutto quelle popolazioni che hanno abitudini “discutibili” nel contatto e nel trattamente delle specie animali.

Questo è in particolare il caso della Cina, dove una popolazione contadina di un miliardo di individui vive a stretto contatto con i propri animali. La malattia si diffonde facilmente con la tosse, gli starnuti o il contatto cutaneo.

Kunstler affermava ancora che: “Se una pandemia dovesse scoppiare oggi, le strutture ospedaliere ne sarebbero sopraffatte. Infermieri e medici rimarrebbero contagiati insieme al resto della popolazione”.

Le profezie di Papa Giovanni: il Coronavirus durerà 7 anni

Nel libro di Pier Carpi del 1976 “Le Profezie di Papa Giovanni”, alcuni versi, attribuiti a Papa Roncalli, prevedono la pandemia mentre ci sono due Papi.

Si parla di un libro secondo il quale oltre a prevedere l’arrivo della pandemia, che mette ginocchio mezzo mondo, fornirebbe anche informazioni su come andrà finire.

Pier Carpi e Papa Roncalli.

Alcuni versi recitano così: “Due fratelli e nessuno sarà Padre vero. La Madre (ovvero la Chiesa, ndr) sarà vedova”, si legge infatti in un passo in cui è facile, con l’occhio alla storia recente, scorgere una possibile allusione alla convivenza di Benedetto XVI e Francesco.

Ed ancora: “si alzano le grida e le barriere della contesa, già dall’acque esce la Bestia. E la carestia ferma gli eserciti. Gli uomini si contano morire. E dopo la carestia, la pestilenza”.

Un morbo ferma gli eserciti, come la pandemia del nuovo coronavirus che ha determinato il cessate il fuoco generale, almeno in un primo momento così come in Libia.

Profezie di Sylvia Browne: la sensitiva e le sue previsioni sul Coronavirus

A marzo è circolata in Italia, su whatsapp, la notizia secondo cui la sensitiva Sylvia Browne avrebbe predetto, per il 2020, il diffondersi di «un’epidemia di una grave malattia simile alla polmonite[…] refrattaria a ogni tipo di cura».

Si tratta dei libri di profezie End of Days. Predictions and Prophecies About the End of the World” del 2008 e “Prophecy. What the future holds for you” pubblicato nel 2004 secondo i quali la medium Silvia Browne prevede, tra le altre cose, il coronavirus.

Sylvia Browne.

La stessa notizia è diventata virale in tutto il mondo, con gli screeshot dei versi del libro della Browne diffusi attraverso i social come mostrano le immagini di seguito:

Profezie sul coronavirus: notizia virale su whatsapp.Profezie sul coronavirus: notizia virale su Instagram.

 

L’epidemia, secondo la Browne, dopo aver “provocato un inverno di panico assoluto”, scomparirebbe per poi ripresentarsi dopo 10 anni rendendo “difficile scoprire la sua causa e la sua cura”.

I versi più sconcertanti del libro della medium recitano così:

“Entro il 2020 diventerà prassi indossare in pubblico mascherine chirurgiche e guanti di gomma a causa di una epidemia di una grave malattia simile alla polmonite, che attaccherà sia i polmoni sia i canali bronchiali e che sarà refrattaria a ogni tipo di cura. Tale patologia sarà particolarmente sconcertante perché, dopo aver provocato un inverno di panico assoluto, quasi in maniera più sconcertante della malattia stessa improvvisamente svanirà con la stessa velocità con cui è arrivata, tornerà all’attacco nuovamente dopo dieci anni, e poi scomparirà completamente”.

Il testo tratto dal libro di Sivia Browne circa la profezia sul coronavirus.

La catastrofica profezia di Bill Gates sul Coronavirus

Tutto risale a 5 anni fa, nel marzo 2015, quando il creatore della MIcrosoft e filantropo Bill Gates profetizzava:

“La prossima guerra che ci distruggerà non sarà fatta di armi ma di batteri. Spendiamo una fortuna in deterrenza nucleare, e così poco nella prevenzione contro una pandemia, eppure un virus oggi sconosciuto potrebbe uccidere nei prossimi anni milioni di persone e causare una perdita finanziaria di 3.000 miliardi in tutto il mondo”

E non è un caso che a marzo 2020, per seguire la sua indole filantropica, Bill Gates abbia annunciato l’uscita dal consiglio di amministrazione di Microsoft per dedicare più tempo alle sue attività filantropiche come la sanità, il cambiamento climatico, l’istruzione e lo sviluppo.

Anche Nostradamus aveva previsto il Coronavirus?

L’emergenza mondiale del coronavirus era stata prevista da Nostradamus? Secondo Renucio Boscolo, numerologo e scrittore, considerato tra i più esperti studiosi delle profezie del veggente cinquecentesco sembra di si.

 

Afferma Boscolo: “in alcuni suoi versi si fa esplicito riferimento a quanto sta avvenendo”. E ancora: “nella sestina 11-30 -rileva Boscolo- si parla chiaramente di un ‘medico’ e di un ‘grande male’ che porterà ‘infermità da costa a costa”.

Sacre Scritture: i segni premonitori nell’Apocalisse annunciano la profezia sul Coronavirus come fine del mondo?

Se proprio vogliamo andare dietro a dei “vaticini”, occorre dare uno sguardo anche soprattutto alla religione cristiana in un ottica più generalista.

Per un cristiano, dovrebbero far fede La Bibbia, i Vangeli e la cosiddetta “Apocalisse di Giovanni”, dove si parla della “fine dei tempi”.

Nell’Apocalisse non c’è scritta una data precisa che faccia presagire al momento storico durante il quale si presenterà il coronavirus. Analizzando le scritture si parla, comunque, più volte di carestie e pestilenze che preannunciano la fine del mondo.

Se si mettono insieme tutti i segni premonitori che preannunciano l’Apocalisse, non sarà difficile notare che gran parte di essi di recente si sono manfestati: terremoti, inondazioni, cambiamento climatico. Quindi la pestilenza “madre” sarebbe proprio quella del Coronavisrus che ci direbbe che siamo vicini alla nostra fine.

Riportiamo alcuni estratti dell’Apocalisse che potrebbero profetizzare sul coronavirus.

Partiamo da Ezechiele (VII secolo a.C.): “…Porterò il mio giudizio con epidemie e massacri. Farò cadere piogge torrenziali, grandine, fuoco e zolfo”.

E ci dice l’Evangelista Luca: In quel tempo Gesù disse: si solleverà popolo contro popolo e regno contro regno e vi saranno di luogo in luogo terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandi dal cielo.

Aggiunge Matteo: Nazione combatterà contro nazione e regno contro regno e ci saranno carestie e terremoti in un luogo dopo l’altro. E a causa dell’aumento della malvagità l’amore della maggioranza si raffredderà. Quando vedrete tutte queste cose, sappiate che Lui (il Messia, quindi la fine dei tempi) è vicino, alle porte”.

Conclusioni

Mi fermo qui e, tornando alle profezie sul coronavirus concludo dicendo che, se certamente non siamo alla vigilia della prospettata “fine dei tempi” dei profeti biblici, non c’è dubbio che il covid-19 possa essere una conseguenza del comportamento sbagliato dell’uomo.

Se gli scenari prospettati dalle profezie siano veritieri o verosimili non c’è certezza. Ma la mia certezza, circa il coronavirus come altri eventi infausti, è che sarebbe meglio ripensare seriamente il nostro modello di vita.

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